Irsina l’Antica Montepeloso

Irsina l’Antica Montepeloso

Fino al 1895, il suo nome era “Montepeloso”, deriva dal greco e vuol dire terra fertile e ricca. Fu sede vescovile dal 1123, oggi sostituita da Matera.
E’ il 2° comune della Basilicata per estensione del territorio (262 Km quadrati) e 59° in Italia. Domina la Valle del Bradano, è in provincia di Matera, a 40 Km poco più da essa e conta circa 5000 abitanti.
Ha 2 frazioni e un bosco “Il Verrutoli” di 650 ettari, dotato di un’area attrezzata e di una riserva naturale per un gruppo di daini che vive allo stato brado.
Irsina è uno dei paesi più antichi della regione; fu saccheggiata e contesa da Greci, Romani, Saraceni, Bizantini, Normanni, Angioini e Aragonesi come testimoniano i numerosi reperti archeologici e le varie tracce lasciate da essi.
Fu una delle zone lucane maggiormente interessata dal fenomeno del Brigantaggio.
Irsina possiede diverse architetture religiose e civili dunque posti di alto spessore, richiamo e vocazione turistica:
“Cattedrale di S. Maria Assunta”, del XIII secolo ma rifatta a fine ‘700, è un’alternanza di stile barocco e arte gotica. Al suo interno troneggia la statua in marmo di S. Eufemia, santo patrono e custode del paese, festeggiata il 16 Settembre con processione. L’omonima scultura è attribuita o a Mantegna oppure a Pietro Lombardo (in fase di accertazione dei critici d’arte).
“Il Complesso della Chiesa di S. Francesco, ex castello di Federico II, che include l’ex monastero con chiostro, oggi sede della Cooperativa Culturale “Arenacea” e del Museo Civico “Janora”. Risale al XII secolo, ha una sola navata, assume prevalentemente una faccia barocca, è stata restaurata più volte e custodisce un Crocifisso del XVII secolo, una scultura di S. Vito del medesimo periodo storico e affreschi di scene religiose del XIV secolo di artisti umbri e toscani.
“Chiesa di Maria Santissima del Carmine” detta anche “Del Purgatorio”, conserva un dipinto del ‘600 di Andrea Miglionico che raffigura S. Michele Arcangelo.
“Chiesa della Madonna della Pietà”, poco fuori dal paese, databile al XVI secolo , ha un’unica navata e l’elemento di maggior pregio artistico è l’ingresso principale, il cui arco in marmo è intagliato e impreziosito da motivi floreali e zoomorfi. La festa si svolge l’ultima Domenica di Maggio con processione e a seguire il “Pizzicanto”, un gioco tradizionale a squadre che consiste nel formare una piramide.
Palazzo Lombardi, Cantorio, Angeletti e Nugent rappresentano le fondamentali sedi dei vecchi e potenti baroni del paese.
Irsina non è solo storia e cultura ma anche teatro di alcuni film: “Del perduto amore” di Michele Placido e “Prova a volare”con Riccardo Scamarcio sono stati girati qui.

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