Melfi La Città Delle Fragole

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Melfi La Città Delle Fragole

Le origini del nome derivano dal fiume Melpes, vicino Palinuro, attenendoci agli scritti di Plinio il Vecchio.Fu abitata fin dal Neolitico.Si è ancora incerti se la fondazione di Melfi risale ai Greci o ai Romani.Intorno all’anno 1000, divenne prima Capitale della Contea di Puglia e successivamente, Capitale del Ducato di Puglia e Calabria.Una potenza da sempre dunque!La città campana di Amalfi e Repubblica Marinara prese il nome, secondo le testimonianze, proprio da Melfi durante l’epoca normanna.Da “Città Medievale” o “Città di Federico II” a “Centro Industriale”, sede e polo di numerose imprese, soprattutto del settore automobilistico!E’ dalla metà del 1800 che si sta progettando di creare un’altra Provincia con a capo proprio Melfi.Fu con il sovrano svevo Federico II che Melfi visse un altro periodo di splendore.Il Re scelse Melfi e il suo Castello come residenza estiva e luogo per trascorrere i suoi momenti di svago; amava i boschi del Vulture e praticava la falconeria (caccia con i falchi, il suo hobby preferito; oggi è possibile assistere a spettacoli e dimostrazioni simili unite a recite e rappresentazioni su Carmine Cracco, il capo dei briganti : “La Storia Bandita” presso il “Parco della Grancia”, è il primo parco storico rurale d’Italia, si trova a Brindisi di Montagna e si estende per circa 50 ettari).Con l’arrivo degli Angioini, per Melfi cominciò il declino fino al 1500, quando venne ripopolata e ottenne il Titolo di “Fedelissima”.Un violento terremoto e poi il Brigantaggio ridussero a brandelli il borgo.Ospitò il ministro Francesco Saverio Nitti.Fu bombardata durante la 2° G. M.; vide una certa ripresa solo all’inizio degli anni ’90 con la nascita dello stabilimento FIAT.MONUMENTI / BENI CULTURALI:“Cattedrale di S. Maria Assunta”, fu voluta da Roberto il Guiscardo; iniziò ad essere costruita nel 1076; del suo aspetto normanno originale è rimasto ben poco a causa dei terremoti e restauri; oggi appare in stile romanico il campanile e barocco tutto il resto; è a 3 navate, pianta a croce latina e cupola ottagonale.“Chiesa di S. Antonio”, del ‘400 e restaurata nel 1850; in stile romanico e gotico, con affreschi, statua lignea del Santo con Bambino e un dipinto che raffigura le anime del Purgatorio.
“Chiesa di S. Anna e S. Maria del Suffragio”, del 1930, la più recente architettura religiosa costruita.“Chiesa della Madonna del Carmelo o del Carmine”, un ex convento.“Chiesa di S. Teodoro”, del 1000, conservava le reliquie dell’omonimo santo ma andate perse dopo il terremoto dell’ ’80.“Chiesa di S. Lorenzo”, è l’edificio più antico di Melfi.“Palazzo della Corte”, ex sede del municipio, del ‘500.“Palazzo del Vascovado”, è sede del Museo Diocesano e della Biblioteca Vescovile.“Palazzo Araneo”, ex tribunale.“Palazzo Severini”, ex convento.“Palazzo Sibilla”, del ‘500.“Palazzo Donadoni”, sede del Museo Civico e mostre culturali.E poi ancora, numerose chiese rupestri, fontane tutte edificate durante il ‘900 ed ex lavatoi o abbeveratoi; il Castello svevo-federiciano, uno tra i più noti della Basilicata e uno dei più importanti di tutto il Meridione, con le sue cinte murarie e le 6 porte di accesso alla Città; piazze, rioni ed il Museo Archeologico.
Ph: basilicataturistica.it

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